WordPress database error: [Table 'wordpress.wp_wp_rp_tags' doesn't exist]
SELECT DISTINCT(label) FROM wp_wp_rp_tags WHERE post_id=46314 ORDER BY weight desc;

big-bang

Roma. Padre Gionti: il Papa, la creazione e il Big Bang

Dopo le parole rivolta da papa Francesco alla pontificia accademia delle scienza, l’agenzia Aleteia ha intervistato sull’argomento p. Gabrile Gionti SJ, della Specola vaticana.

«Il Big-Bang, che oggi si considera l’origine del mondo, non contraddice l’intervento creatore divino ma lo esige. L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perchè l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono». Lo ha affermato Papa Francesco in un discorso rivolto alla Pontificia Accademia delle Scienze (Avvenire, 27 ottobre).

LE LEGGI DI DIO
Secondo Bergoglio, «quando leggiamo nella Genesi il racconto della Creazione rischiamo di immaginare che Dio sia stato un mago, con tanto di bacchetta magica in grado di fare tutte le cose. Ma non è così. Egli ha creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le leggi interne che Lui ha dato ad ognuno, perché si sviluppassero, perché arrivassero alla propria pienezza».

CREAZIONE E MAGIA
Il Papa sostiene che Dio «ha dato l’autonomia agli esseri dell’universo al tempo stesso in cui ha assicurato loro la sua presenza continua, dando l’essere ad ogni realtà. E così la creazione è andata avanti per secoli e secoli, millenni e millenni finché è diventata quella che conosciamo oggi, proprio perché Dio non è un demiurgo o un mago, ma il Creatore che dà l’essere a tutti gli enti».

IL BIG BANG
L’inizio dell’universo «non è opera del caos che deve a un altro la sua origine, ma deriva direttamente da un Principio supremo che crea per amore. Il Big-Bang, che oggi si pone all’origine del mondo, non contraddice l’intervento creatore divino ma lo esige. L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perché l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono».

SPECULAZIONI DA EVITARE
«Attenzione a non fare speculazioni sulle parole del Papa – avverte padre Gabriele Gionti della Specola Vaticana – il Big Bang è una teoria scientifica, l’analisi di Francesco si muove su un piano teologico». Secondo Padre Gionti il Big Bang prevede «un inizio dell’universo» e Bergoglio sostiene che «siccome esiste un inizio dell’Universo dal punto di vista scientifico, questo non è in contraddizione che possa esistere un Creatore, da un punto di vista teologico, che è il Creatore dell’universo».

INIZIO E ORIGINE
Ma va fatta una puntualizzazione. «Inizio» e «origine» sono concetti «diversi». «L’origine è un concetto teologico e presuppone un Creatore. L’inizio invece non lo presuppone: è un concetto scientifico secondo cui in un tempo “x” è avvenuto quello che si definisce Big Bang». Il Papa si muove sul piano dell’ «origine» e spiega che il Creatore «fornisce l’Essere (la ragione di esistere ndr) agli Enti (gli oggetti ndr) dell’universo: questo è un ragionamento filosofico-teologico e non scientifico».

ATTO D’AMORE
Anche quando Bergoglio evidenzia che Dio non ha creato con la «bacchetta magica», vuol dire che «c’è una ragione per cui ha creato il mondo, liberamente e per un atto d’amore. Noi siamo il frutto di questo atto libero e di amore di Dio. Il mago non crea per amore, ma usa la magia, Dio crea per amore».

GENESI E ALLEGORIE
Tra Big Bang e Genesi «bisogna fare attenzione a innescare pericolosi corto circuiti». La Genesi è un racconto biblico ed è soggetto ad esegesi, «La Sacra Scrittura non è mai letterale. Non fermiamoci ad Adamo ed Eva. L’ispirazione divina va rapportata alla cultura del tempo, si tratta di racconti simbolici (allegorici) per esprimere la Creazione dell’universo. Dio invece è la causa ultima della Creazione, non riempie le lacune che la scienza non sa spiegare (tipo “Disegno Intelligente”), ma è su un altro livello».

SCIENZA NON IMMUTABILE
Se Dio è immutabile, la teoria scientifica del Big Bang «potrebbe cambiare in un futuro prossimo o remoto, e potremmo arrivare ad un’altra teoria che non ha bisogno dell’inizio del tempo, per esempio una teoria di pre Big-Bang che postula l’esistenza di qualcosa prima del Big-Bang». Ecco perché, in prima analisi, i due «piani», teologico e scientifico vanno tenuti «separati»; tuttavia sappiamo che domande scientifiche possono ispirare concezioni teologiche e viceversa.

Expo-2015-Milano1

Milano. Al San Fedele: “Cibo, ambienti e stili di vita”

Pubblicati i materiali del primo seminario “Cibo, ambiente e stili di vita” tenutosi il 9 ottobre 2014, presso la Fondazione san Fedele di Milano: il video della lezione introduttiva tenuta dal prof. Luca Falasconi e le slides degli autori dei paper presentati nelle quattro sessioni tematiche: “Cambiamenti climatici, sostenibilità e sicurezza alimentare”, “Accesso al cibo, nuove povertà e spreco alimentare”, “Sostenibilità in agricoltura: produzione globale e locale a confronto” e  “Educazione, stili di vita e nuove forme di consumo”.

Tre le domande che hanno guidato il confronto: quali sono i modelli di produzione alimentare più sostenibili? In che misura l’innovazione scientifica e le biotecnologie possono aumentare la sostenibilità dei processi agricoli? In quale misura gli stili di vita personali possono contribuire a ridurre l’impatto economico e ambientale delle nostre abitudini alimentari?

per informazioni: Chiara Ceretti
Ufficio Stampa ed Eventi
San Fedele per EXPO 2015
tel. 0286352414 – mail expo2015@sanfedele.net

Faith-and-politics

Venezia. “The call to public life”: workshops su fede e politica

Chiamàti alla vita pubblica… Ormai da tempo, specialmente nel nostro Paese, gli uomini e le donne impegnati in politica sono guardati con grande sospetto: pare piuttosto difficile pensare che dietro la scelta di entrare nell’agone pubblico vi siano motivazioni profonde, meno che mai che lo si faccia per “vocazione”. Ebbene, quasi provocatoriamente, “the call to public life” è stato quest’anno il titolo del workshop “Faith and politics”, giunto alla sua quinta edizione (il programma può essere consultato per esteso al link http://www.faithandpolitics.eu/), che si è tenuto a Venezia dal 18 al 24 agosto nella tradizionale sede del collegio universitario dei gesuiti e che ha coinvolto una quarantina di giovani provenienti da tutta Europa, accompagnati da una altrettanto europea équipe di gesuiti e laici, coordinata da Edmond Grace SJ (Irlanda) e Giacomo Costa SJ (Italia). I partecipanti, quasi tutti di età compresa tra i 20 e i 30 anni, hanno potuto fare esperienza della propria identità di creature amate e chiamate a servire, anche politicamente. Il percorso si è snodato attraverso input di spiritualità ignaziana, approfondimenti sui temi della secolarizzazione in Europa, dell’insegnamento sociale della Chiesa, del messaggio “politico” che traspare dall’insegnamento stesso di Gesù.

Genova - Novizi del 1° anno

Formazione. I novizi scendono in campo

C’è sempre molta curiosità su come i novizi vivano il passaggio tra il primo e il secondo anno. La struggente partenza dei compagni divenuti scolastici (possono cioè porre la dicitura SJ dopo il loro nome), come anche il travolgente arrivo dei nuovi.

Per aiutarvi a entrare nel nostro “piccolo mondo”, ecco una piccolissima finestra sul cortile del Noviziato.

Sabato 4 Ottobre, ore 10:00: “Ehi giovani,  occorre dipingere un’altra camera per i nuovi novizi! Ho appena ricevuto una telefonata dal padre Maestro!”, “Ma come Paride, un’altra? Abbiamo finito ieri due camere! Non erano in nove?”, “No, sono dieci! Veloci! ”. Stesso giorno, ore 15:00: “Oh benedetti da Dio! Dobbiamo fare un’altra camera!”,“Ma no! Un’altra?”, “Si, sono undici!!! E non dimenticate di mettere i commentari alla liturgia settimanale in ogni stanza, di sistemare le finestre e le porte, di porre i nomi per i tovaglioli nel refettorio. Ah sì, poi c’è anche da sistemare la lavanderia, la sartoria, pulire le cappelle, i bagni e le stanze, i corridoi. E della scarpiera fuori? Ambrozie, le galline, sono a posto? Livio, Cristiano, a che punto siete con le finestre? Per domani deve essere tutto pronto! Luigi, hai sistemato i libri? Ti ricordo che devi andare tu a prendere i novizi all’aeroporto! Rob, c’è da fare la spesa, sistemare le prese per la corrente nel portico, e il tubo che perde nella stanza 32. Andrew, le cappelle sono in ordine? Sulle panche, hai passato lo straccio? Daniele! Resta in cucina per aiutare Katia e Sergio. Mi raccomando, per domani siamo in ventiquattro a pranzo!”.

Non so se ho dimenticato qualcosa… ma più o meno sono state queste le nostre ultime conversazioni spirituali con fratel Paride prima dell’arrivo dei nuovi compagni!

Interessante, vero? Scherzi a parte.

Lo sbarco dei nuovi cadetti, avvenuto a Genova tra il 5 e il 6 ottobre, ha inondato la nostra comunità (già numerosa) di gioia e freschezza.

Non sappiamo quanta colpa sia da attribuire all’effetto PopeFrancis, e quanta invece a nostro Signore.

Eppure, quest’anno, ben undici giovani hanno iniziato l’avventura in Compagnia!

Iniziamo dai quattro novizi rumeni: Petru, l’ingegnere meccanico col piede di Pelé; Ignatiu, il pasionario e figlio d’arte (suo fratello è un padre gesuita); Teofil, il credente fedele appassionato di gregoriano e pianoforte; e Alexandru, il nostro Micheal Jordan da un metro e novanta e mascotte del gruppo, che quest’anno, insieme ad Ambrozie, allenatore di talento del 2° anno, formeranno un’intera squadra di calcio a cinque! Senza dubbio,  sono il “terrore” della rispettiva compagine italiana. Averli come avversari a calci è andare incontro a sicura disfatta. Con loro modesto e sommo compiacimento, noi italiani confessiamo la nostra inferiorità. Ringraziamo il Signore, dunque, perché saremo così facilitati nel cammino di umiliazione e mortificazione che Ignazio prevede per i novizi.

C’è da dire, però, che i rinforzi arrivati quest’anno dall’Italia sono stati un acquisto insieme maturo e di qualità. Direbbe fratel Sergio: han dato la carne al mondo e le ossa alla Compagnia! Certo, tutti abbiamo convenuto che è meglio non schierarli in campo (per evitare eccessivi infortuni, dovuti all’età che leggermente avanza…). Ma avevamo bisogno di allenatori d’esperienza in Noviziato! Perciò, sono più che benvenuti, i nostri cinque matador! Andrea, l’architetto violinista; Giuliano, l’educatore ribelle con la voce da Orazio Coclite; Giuseppe, il rapper siculo-londinese con la passione per Madonna (notare l’assenza dell’articolo determinativo); Daniele, romanaccio e medico delicato; e Alessandro, il vero senatore, che cerca di conferire alle nuove riserve italiane un minimo di credibilità in campo, a calcio come a ping pong!

Sì, lo so. Saranno tempi duri per noi italiani in campionato. Ma occorre remare sempre, come dice il Papa. Anche in direzione ostinata e contraria. Perciò assicuriamo a tutta la Provincia di non preoccuparsi: ce la faremo! Ma, per far naufragare definitivamente ogni nostra speranza, anche la piccola nazione di Malta e Gozo ha sfornato, fedele come sempre alla Chiesa e alla Compagnia, i suoi due novizi per il secondo anno consecutivo: Tonio, il professore elevato (in cultura come in altezza); e Arnold, l’arguto filosofo, che saranno fondamentali, nell’alleanza mediterranea (si spera), per superare l’empasse rumena.

Che dire? Povero padre Maestro! Pur condividendo la sua disperazione (immaginatevi, per un attimo, padre spirituale di questa allegra banda di ventuno anime… e che anime!), e il suo intimo desiderio di segreta fuga da Villa Sant’Ignazio, siamo ben certi che anche quest’anno riuscirà, guidato e sostenuto dallo Spirito Santo, a portare a termine la sua ardua ed edificante missione. Pregate per lui. E per noi!

 

Livio Cinardi

prop I tappa 2014

Scuole. La formazione dei nuovi giovani docenti ignaziani

Dal 15 al 18 ottobre si è svolta a Napoli la prima tappa del Seminario propedeutico per i docenti di recente assunzione delle scuole dei Gesuiti d’Italia e Albania. Erano presenti 23 docenti dei diversi ordini di scuole, provenienti dai diversi collegi d’Italia della rete GesuitiEducazione.

I temi della prima tappa aprono alla conoscenza dei “fondamenti” della pedagogia ignaziana. L’esperienza spirituale di Ignazio di Loyola diventa così il modello di riferimento per comprendere un Paradigma Pedagogico Didattico (PPI) che si arricchisce degli apporti della plurisecolare tradizione della Compagnia e dell’innovazione delle epoche attraversate. Non solo lo studio dei testi specifici, ma anche l’approfondimento attraverso dinamiche interattive caratterizzano le modalità di lavoro dei seminari del CEFAEGI. L’apporto dei docenti è fondamentale per il taglio laboratoriale che permette di affrontare temi come la Missione comune dei gesuiti e Laici o lo scambio di esperienze didattiche ricche di spunti creativi e originali.

La seconda tappa del seminario è prevista per il mese di marzo, dal 18 al 21, e permetterà un ulteriore momento di scambio proprio su esperienze didattiche elaborate secondo il modello del PPI.

bresson

Milano. A San Fedele, arte cinema e musica per il progetto Bresson

La Fondazione Culturale San Fedele presenta un progetto congiunto dei settori arte, cinema e musica. L’indagine s’incentra su cinque capolavori del grande cineasta francese Robert Bresson (Un condamné à mort s’est échappé, L’Argent, Au hasard Balthasar, Pickpocket, Mouchette), in un articolato progetto di analisi cinematografica, oltre che filosofica e teologica, attraverso tavole rotonde, dibattiti e un’importante mostra monografica sull’artista francese Georges Rouault – La notte della Redenzione -, rivolta a ricreare l’ambiente culturale e artistico in cui il grande regista lavora.

Robert Bresson: lo sguardo dell’accettazione partecipa a Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.

Il ciclo dedicato a Robert Bresson (1901-1999), protagonista della rinascita del film francese del secondo dopoguerra, costituisce per il san Fedele il terzo appuntamento di un percorso pluriennale, che intende indagare la drammaturgia contemporanea del religioso e del sacro, in un’unità tra immagine, suono e colore. Se il primo anno si è incentrato sul misticismo visionario di Andrej Tarkovskij, per poi concentrarsi sul mondo poetico di Wim Wenders, in questo terzo appuntamento si intendono indagare alcuni elementi costitutivi dell’arte di Robert Bresson. Ci si soffermerà sul suo rigoroso e coerente percorso estetico, mai inscindibile da una ricerca di senso, sulla sua complessa genesi spirituale forse influenzata dal pensiero giansenista, sul rapporto tra fede e disperazione, tra grazia e scacco esistenziale.

L’intero ciclo è coordinato da Giovanni Chiaramonte, Andrea Dall’Asta SJ, Raffaele de Berti, Roberto Diodato, Andrea Lavagnini, Antonio Pileggi SJ, Silvano Petrosino e Fabio Vittorini.

 

43_Palermo-nuovo-rettore

Scuole. Al CEI per costruire con i ragazzi il futuro migliore possibile

Sabato 27 settembre alle ore 9, presso il campo di basket dell’Istituto CEI (Centro Educativo Ignaziano) di Palermo, con una concelebrazione Eucaristica si è avviato l’anno scolastico 2014/2015, per gli alunni, le famiglie, il personale, gli ex alunni. L’occasione è stata però particolarmente importante in quanto tutta la comunità scolastica si è riunita per salutare e ringraziare per il suo servizio il p. Franco Beneduce SJ, che lascia l’incarico di Rettore, e dare il benvenuto al p. Francesco Tata SJ (che gli succede come Rettore) e al nuovo coordinatore didattico (preside) di medie e licei, padre Eraldo Cacchione SJ.

La celebrazione è stata presieduta dal provinciale dei Gesuiti d’Italia, p. Gianfranco Matarazzo SJ, il quale ha voluto sottolineare con la sua presenza l’impegno educativo del CEI. “Vivo la giornata di oggi – ha affermato il Provinciale durante l’omelia – come una festa della speranza e della passione che ci accomunano per collaborare – insieme con tutti i nostri ragazzi – per costruire con loro il futuro migliore possibile. Per loro innanzi tutto, e poi per tutti noi, nonché per la città di Palermo, per la Sicilia e per il nostro Paese”.

“La vita di un Gesuita – ha dichiarato il nuovo Rettore, p. Tata, che aveva terminato a luglio il servizio di rettore all’Istituto Massimo di Roma – è costellata da varie sorprese che solo l’obbedienza permette di far accadere. È questa la considerazione che la mia venuta a Palermo mi suscita. Alla sorpresa aggiungo la meraviglia: per la fiducia ancora riposta in me; la curiosità: come comprendere e stare vicino a questa parte di Italia così densa di storia e ricca di umanità; il bisogno di collaborare: le forze vitali, creative e costruttive, sia dei gesuiti sia del CEI sia delle famiglie, è necessario che si mettano insieme. L’ascolto, il lavoro di squadra e la missione ricevuta dal Signore e vissuta in comune sono sicuro che permettano di costruire sulla roccia”.

 

42_JECSE2014

Scuole. L’educazione dei gesuiti al servizio degli ideali europei

Dal 7 al 10 ottobre si è svolta a Strasburgo (Francia) presso il Centre Culturel Saint Thomas la Conference for Heads of European Jesuit Schools, organizzata ogni due anni dal JECSE (Jesuit European Committee for Primary & Secondary Education). Il JECSE, fondato nel 1986, è l’organizzazione europea preposta alla promozione dell’educazione delle scuole dei gesuiti, nel rispetto dello spirito e della pedagogia ignaziani. L’attuale direttore del JECSE, nonchè responsabile del convegno, è la francese Marie-Thérèse Michel.

Al Congresso hanno partecipato i rettori e i coordinatori didattici delle scuole secondarie di I e II grado delle 160 scuole dei gesuiti di tutta Europa, in cui studiano oltre 160.000 alunni. La delegazione italiana era guidata da padre Vitangelo Denora SJ, in qualità di delegato per i Collegi, e da rettori, presidi e vicepresidi delle scuole di Milano, Torino, Roma, Napoli, Palermo e Messina.

Il tema dell’incontro è stato: Restoring Trust – Jesuit Education at the service of the European ideal. Ovvero, come la missione educativa dei Gesuiti può contribuire alla diffusione e alla valorizzazione degli ideali europei?

Tra i relatori, particolarmente significativa è risultata la presenza del padri Provinciali delle Province di Germania e Francia, Stefan Kiechle SI e Jean-Yves Grenet SI, di Pierre Defraigne, economista ed Executive Director della Fondazione Madariaga-College of Europe di Bruxelles, di padre Michael Paul Gallagher SI, gesuita irlandese da tempo attivo a Roma presso l’Università Gregoriana, e di Alain Deneef, presidente dell’associazione mondiale degli ex alunni delle scuole gesuite.

Una tappa fondamentale del Congresso è stata il pomeriggio di mercoledì 8 ottobre la visita al Palais de l’Europe, sede del Consiglio d’Europa, che include 47 Stati membri (28 dei quali fanno anche parte dell’Unione europea), i quali sono tra i segnatari della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, un trattato concepito per proteggere i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto. Nel corso della visita, i delegati hanno incontrato il norvegese Sjur Bergan, responsabile del dipartimento per l’educazione.

Le giornate del congresso sono state inoltre consolidate da momenti di intensa spiritualità, come la visita-pellegrinaggio al santuario del Mont Sainte Odile, luogo di straordinario fascino, arroccato sulle colline nei dintorni di Strasburgo.